𝗜𝗟 𝗙𝗨𝗧𝗨𝗥𝗢 𝗘̀ 𝗛𝟮

Non si poteva mancare a una passeggiata nel futuro e non ce lo siamo fatti dire due volte. IA Piacenza, dall’8 al 10 giugno, in contemporanea con Pipeline&Gas Expo, si è tenuta la prima edizione di Hydrogen Expo. Convegni ed esposizione per far capire che l’idrogeno non è “domani”, è assolutamente oggi! Abbiamo lungamente girato tra la cinquantina di espositori insieme a qualcosa come 5mila altri visitatori – segno della bontà dell’iniziativa ma, soprattutto, indicazione di quanto l’argomento sia di piena attualità. Abbiamo visto sistemi, elementi, prodotti utili ai vari livelli della filiera dell’idrogeno – dalla produzione al consumo finale – quindi gasometri in grado di stoccare idrogeno gassoso in piena sicurezza a bassa pressione (ideali per stoccare quello prodotto da impianti di elettrolisi alimentati da fonti rinnovabili, e quindi perfetti per i nostri associati) ma, anche, caldaie domestiche a idrogeno capaci di produrre energia elettrica fino ad un massimo di 6kw in 5-6 minuti o, in alternativa, una costante di 5kw. Sul lato termico, invece, produce 31.000 Kcal, in grado così di abbattere i costi delle bollette e non avere scarti – l’acqua residua diventa acqua sanitaria o da riscaldamento. E poi elettrolizzatori di varia dimensione, fino a quelli con tecnologia a membrana, capaci di portare il consumo dai 55 kW attuali ai 33 kW per produrre 1 kg H2.Ma torniamo alle possibili integrazioni con l’idroelettrico. Il dato di fatto, ormai ineluttabile, è che l’industria – grazie a passi da gigante compiuti negli ultimi 5 anni – è del tutto pronta alla transizione qui, ora, adesso. L’unico dubbio che rimane è quello se si debba usare, almeno nel primissimo periodo, idrogeno blu e non verde. Data questa situazione il nostro mondo dell’idroelettrico e, in particolare, quello del mini-hydro è per molte ragioni l’ideale partner o meglio, alimentatore, per il ciclo di produzione dell’idrogeno. La ragione è ovvia e si chiama continuità produttiva. È una occasione che non possiamo permetterci di perdere: dobbiamo entrare nel progetto delle “Hydrogen Valley”, un progetto da 4 miliardi di euro di risorse del Pnrr per l’Italia, in cui il Piemonte, insieme a Puglia, Friuli Venezia Giulia, Umbria e Basilicata, sarà punto di riferimento nazionale. Uno dei fulcri di questa nuova era per l’idroelettrico è studiare il modo migliore per veicolare la nostra produzione elettrica verso i centri di produzione d’idrogeno. Se daremo una risposta in questo senso per l’idroelettrico si apriranno praterie di sviluppo. Volendo ridurre tutto a una sintesi che è anche slogan possiamo affermare che: H2 è un’opportunità insostituibile per il mantenimento e lo sviluppo del parco idroelettrico.

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